Qualche giorno fa un amico mi ha proposto l'ascolto di un gruppo che si chiama Rewiring Genesis: operazione interessante e molto bravi i musicisti, certo senza Gabriel è una cosa diversa ma devo fare tanto di cappello al cantante che ha anche una bella voce, tra l'altro qui a Padova ci sono i Duke che fanno più o meno le stesse cose cercando però di preservare gli arrangiamenti originali.
La proposta di questo amico che è diventata la scusa per pubblicare questo post mi da l'opportunità di parlare di un argomento che esprime bene il mio punto di vista come compositore: ha senso rifare i Genesis (o qualsiasi altro grupo) identici agli originali o non è il caso di ricercare piuttosto di riproporli stravolgendoli completamente?
Questo post mi da l'occasione di parlare di un concerto a cui sono stato recentemente, quello di Steve Hackett con il suo tour Genesis Revisited II. Steve Hackett giunto in questa fase della sua vita (con una carriera post genesis non eclatante ma molto variegata) e probabilmente con una gran voglia di divertirsi ha deciso di "caricarsi sulle spalle" l'eredità completa di tutto il periodo che ha trascorso con loro, ha fatto due cd pieni di classici che secondo me non sono rivisitati ma semplicemente impreziositi a livello sonoro ed è entrato in classifica (dopo anni) portando in giro un tour con musicisti stratosferici e credibili che non hanno scimmiottato nulla ma risuonato tutto con una qualità live eccelsa (con l'aggiunta di un lightshow/videoshow bellissimo); insomma Hackett si è fatto garante del marchio originale riproponendolo con una qualità altissima e senza pretese di cambiare nulla, anzi, intuendo che proprio questo volevano ascoltare e vedere i fans, l'originale che non hanno potuto vedere live negli anni 70, come il sottoscritto...
L'operazione è riuscita benissimo, Hackett ha fatto il Sold Out in buona parte delle date riempendo i teatri (cosa anche questa che non gli accadeva dai tempi dei Genesi, credo) e la gente era in delirio, anche tanti giovani presenti per un buon 40% al concerto di Vicenza; dunque sostanzialmente nulle le novità nei CD se non la differenza sostanziale dei cantanti, alcuni bravissimi come Nick Kershaw, altri sufficienti anche se misurarsi con il Gabriel di allora è un impresa quasi impossibile per tutti e te ne rendi conto proprio ascoltando questi "remake".
Un altro paio di maniche è affrontare i Genesis e quel periodo in generale ripensandolo completamente e il primo esempio che mi viene in mente è la cover di Jeff Buckley, Back in NYC; operazione questa che non sappiamo se nemmeno lo stesso Buckley avrebbe mai pubblicato (era una registrazione "privata" fatta uscire dalla madre come tributo dopo la morte del figlio), comunque un tentativo di fare qualche pezzo facendolo proprio e questo è un operazione che onestamente trovo interessante e intrigante.
Infine dunque la mia valutazione filosofica su tutta la questione: Non amo per nulla le coverband a meno che non facciano uno sforzo per rendere propria, originale, la musica che suonano; ancora peggio se gli artisti che vengono scimmiottati sono ancora "operativi"... che senso ha andare a sentire una specie di cloni magari tecnicamente bravissimi se alla fine l'artista originale si propone ancora in live? Meglio guardarsi un video a casa, magari con un buon impianto; altro paio di maniche se sono gli stessi originali a riproporsi, dei vecchi Genesis non c'era nessuno ad accompagnare Steve Hackett che però si è fatto "garante" di una riproposizione filologicamente rigorosa e con un impatto live potentissimo....con un pizzico di furbizia commerciale in linea con i tempi odierni.
Infine:
Infine:
Valutazione del Disco: 8
Valutazione del Live: 10
E l'occasione per dire a tutti: Grazie Steve.
